Prime Esperienze
un lavoro ben fatto parte 4
16.12.2025 |
3.513 |
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"Sicuramente il tipo di mutanda con cui non sarei potuto andare in giro per casa senza che lo zio..."
Lo zio si sedette sulla poltrona e mi guardò. Io rimasi impalato, non volevo credere a quello che stava succedendo.Lui era già vestito da lavoro, pantaloni camicia giacca e scarpe di cuoio, io in maglietta e slip bianchi.
"Vieni qui" mi disse poggiandosi la mano sulle ginocchia senza staccare il suo sguardo dai miei occhi.
Sentii un familiare formicolio all'uccello, quella situazione assurda lo stava risvegliando.
Mi avvicinai allo zio, perché sapevo che resistere sarebbe stato peggio visto che a breve la mia erezione sarebbe sicuramente stata palese, quindi mi sedetti subito sulle sue ginocchia. Lo zio rise.
"Come pensi che io possa sculacciarti se il tuo culo è sulle mie gambe?" disse lo zio.
"Sculacciarmi?" risposi sorpreso, avevo più di vent'anni: credevo fosse passato ormai tanto tempo fa il periodo delle sculacciate.
Mi sbagliavo.
Dolcemente le mani forti dello zio si portarono sotto le mie ascelle, mi sollevarono e accompagnarono verso il pavimento, istintivamente appoggiai il ventre sulle cosce dello zio lasciando il mio sedere per aria.
"Siccome è la prima volta ti lascio le mutande addosso. Spero non ci sia bisogno di una seconda"
Non feci in tempo a rispondere che la prima sculacciata mi arrivò sulla chiappa destra.
Un urletto mi uscì involontariamente.
Era proprio un urletto: acuto, alto e breve come quello di una femmina.
Il pene prese a formicolarmi tantissimo quando arrivò la seconda sculacciata, sempre sulla chiappa destra.
Stavolta riuscii a trattenere l'urlo, ma non l'erezione che oramai era completa. Fortunatamente, essendo piegato su me stesso, il mio pene che si induriva rimaneva nascosto allo sguardo dello zio fintanto che rimanevo in quella posizione.
La terza sculacciata arrivò più forte della prima, non so se perché la mia chiappa era ormai irritata, o perché lo zio ci stesse prendendo gusto.
Rimasi un attimo a riflettere su questa frase: davvero pensavo che lo zio ci stesse prendendo gusto?
Come rispondendo ai miei pensieri lo zio disse:
"Mi spiace dovere usare le punizioni corporali, ma vedrai che saranno molto utili per evitare comportamenti scorretti" detto ciò mi vibrò la quarta sculacciata.
Il mio pene era ormai quasi completamente eretto, mentre mi mordevo le labbra tra il dolore e il piacere.
Insieme alla quinta sculacciata arrivò la prima lacrima.
"Tieni duro" disse lo zio "dobbiamo arrivare a dieci"
Per la sesta finalmente cambiò chiappa e passò alla sinistra, quel momento di sollievo di non sentire nuovamente la vergata sulla mia chiappa probabilmente fucsia rese il mio pene completamente turgido, non feci in tempo ad accorgermi del tutto di questa erezione che arrivò l'ottava sculacciata e, con essa, sentii la prima goccia di sperma uscire dal glande e bagnarmi le mutande.
Con la nona uscì la seconda goccia, con la decima venni copiosamente dentro le mutande: volevo ovviamente nasconderlo allo zio, quindi mi feci scivolare all'indietro sulle mie ginocchia e rimasi fermo in posizione fetale.
Ci fu un silenzio che parve durare ore, ma che probabilmente fu di qualche secondo al massimo.
"C'è qualcosa che devi dirmi?" disse con dolcezza lo zio.
Non sapevo cosa rispondere e volevo che lo zio uscisse prima possibile, in modo da non vedere le mie mutande bagnate di sperma, risposi: "Grazie, zio."
Ci fu un altro lungo silenzio.
"Mi aspettavo più delle scuse che dei ringraziamenti" esclamò perplesso lo zio "ma anche ringraziare ha il suo senso" detto ciò, si mise il cappotto e andò a lavoro, lasciandomi in ginocchio in salotto, con le mutande sporche del mio sperma. L'abitudine mi mosse e, appena sentii chiudere la porta, mi misi una mano sotto le mutande e cominciai a pulirmi lo sperma con la mano, leccandomi le dita tra una passata e l'altra.
Aveva sapore di sperma e lacrime.
Una volta finito di pulirmi le mutande erano ancora umide, ma non le cambiai. Indossai un paio di jeans e uscii di casa per recarmi in un emporio poco lontano, uno di quei negozietti dove vendono di tutto: dalle scope alle autoreggenti. Ovviamente non volevo comprare una scopa, ma neanche delle autoreggente.
Comprai invece sette paia di mutande da donna; due perizoma, due tanga e tre brasiliane.
Tutte nere, senza pizzo e abbastanza minimali ma senza dubbio mutande da donna, non certo da maschio. Sicuramente il tipo di mutanda con cui non sarei potuto andare in giro per casa senza che lo zio... senza che lo zio facesse cosa?
Considerando i discorsi che aveva fatto a tavola qualche giorno fa, lo zio non poteva che provare ribrezzo e fastidio per un uomo che si umiliava vestendosi da donna, eppure mentre mi sculacciava avevo come l'impressione che, non dico gli piacesse, ma che sapesse che stava piacendo a me.
O magari questo era solo un mio desiderio, un desiderio perverso e sbagliato.
Appena rientrato a casa mi tolsi le mutande sporche di sperma, le buttai nel cestino dell'indifferenziato e subito indossai le nuove mutandine.
Scelsi di iniziare con la brasiliana, mi sembrava la meno invasiva e la più adatta a questo mio nuovo inizio.
Continua.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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